LE DONNE FURONO LE PROTAGONISTE INDISCUSSE DELLA PITTURA DI AMEDEO MODIGLIANI, COME LO FURONO DELLA SUA TORMENTATA ESISTENZA.

Bello, affascinante e maledetto, Amedeo Modigliani amò le donne e fu da loro riamato con uguale intensità.

Tutta la sua opera è costellata di volti e corpi femminili: l’intento dell’uomo era quello di possederne la carne, quello dell’artista di afferrarne l’anima.

 

Amedeo Modigliani, Ritratto di donna con cravatta nera, 1917
Amedeo Modigliani, Ritratto di donna con cravatta nera, 1917

 

Curiosi aneddoti circolavano sulle sue relazioni, alimentati sia dall’ambiente disinvolto di Montmartre sia dalla sua personalità intrigante. Dotato di un carisma straordinario, Amedeo si faceva voler bene anche per la tenerezza che suscitava: era un diavolo atteggiato a santo o un santo vestito da demonio, a seconda delle circostanze.

E tutto il divino scintillava in Modigliani solo attraverso una tenebra. Era diverso, del tutto diverso da chiunque al mondo. La sua voce mi è ancora in qualche modo nella memoria.
Lo conobbi che era povero, tanto che non si sapeva come facesse a vivere; come artista non aveva riconoscimento alcuno. […] Mi stupiva che Modigliani considerasse bella una persona notoriamente brutta e insistesse su ciò; pensavo che egli certo vedesse le cose diversamente da noi.” (Anna Andreevna Gorenko)

Gilberte, Maud, Thora, Elvire, Margherita, Marie, Lucienne, Gaby, sono solo alcune delle tante donne che hanno costellato l’esistenza dell’artista – compagne di una sera, semplici modelle o amiche di sbronze – , ma furono solamente due quelle che furono in grado di lasciare una traccia indelebile nel suo cuore: Beatrice Hastings e Jeanne Hébuterne.

 

BEATRICE HASTINGS, L’EVOLUZIONE ARTISTICA

 

Amedeo Modigliani, Ritratto di Beatrice Hastings, 1915
Amedeo Modigliani, Ritratto di Beatrice Hastings, 1915

Quando conobbe Beatrice Hastings, nell’estate del 1914, Modigliani era reduce da una serie di rapporti brevi e turbolenti.

Donna affermata ed indipendente, non rientrava di certo nella tipologia femminile che l’artista era solito frequentare: per la prima volta il rapporto si giocava su un piano di parità.

Non sapevo chi fosse. Lo trovai brutto, feroce e ingordo” – ebbe a dire la scrittrice inglese a proposito del loro primo incontro, bollandolo come uno dei tanti bohémiens del quartiere, ma poi rivedendolo ben rasato e vestito di tutto punto si accorse di quanto l’italiano potesse essere ammaliante.

Quando l’aveva invitata a vedere le sue opere non si era certo fatta pregare. Da quel momento tutto accadde in modo naturale: due personalità dominanti, costrette a rubarsi la scena a vicenda, diedero forma ad una relazione dai toni violenti e focosi, complice il comune interesse per il vino e la poesia.

Non fu un rapporto felice, ma fu durante i due anni che stettero insieme che Modigliani si rivolse decisamente alla pittura” – riconosceva Ossip Zadkine, scultore e amico di Modigliani. Fu infatti in questo periodo che si definì la sua passione per il ritratto, genere al quale riuscì ad imprimere la sua peculiare cifra stilistica.

Amedeo Modigliani, Béatrice Hastings, 1915
Amedeo Modigliani, Béatrice Hastings, 1915

Attraverso pochi elementi semplificati egli era capace di penetrare nella profondità dei soggetti, catturandone l’essenza metafisica. Lo sguardo del pittore si fondeva con quello del modello in una perfetta unione spirituale, formale, lineare e corporea.

I ritratti di Modigliani, e anche i suoi autoritratti, non sono un riflesso della sua linea esteriore, ma di quella interiore, della sua grazie nobile, acuta, agile, pericolosa, simile al corno del Liocorno.” (Jean Cocteau)

Sono ritratti che scaturiscono dalla conoscenza diretta: artisti, amici, mecenati o personaggi incontrati casualmente, capaci di suscitare emozioni nell’animo del pittore.

Al periodo della relazione con la Hastings, risalgono anche gli accordi con il mercante Paul Guillaume che espose le sue tele nella Galleria di Rue Faubourg Saint-Honoré e si prodigò di venderle o acquistarle.
Quelli con la Hastings furono anni vissuti tra drammi e passioni, ma furono anche gli anni in cui Modigliani maturò e si affermò come pittore.

 

JEANNE HĖBUTERNE, L’AMORE DELLA VITA

 

Amedeo Modigliani, Ritratto di Jeanne Hébuterne, 1919
Amedeo Modigliani, Ritratto di Jeanne Hébuterne, 1919

Amedeo e la Hastings si lasciarono nel 1916. Si lasciarono male e anche il loro ultimo incontro fu burrascoso, funestato dagli eccessi di temperamento di entrambi.
Nel febbraio del 1917, Modigliani fece amicizia con la giovane Jeanne Hébuterne, all’epoca diciannovenne, la cui dolcezza e ritrosia si facevano notare nello stravagante ambiente artistico di Montparnasse.

Soprannominata affettuosamente Noix de coco (Noce di cocco), per i capelli castani che contrastavano con l’incarnato niveo del volto, Jeanne era una ragazza di buona famiglia, educata secondo i più rigidi precetti cattolici.
La frequentazione con Modigliani si tramutò ben presto in un amore forte e profondo, osteggiato dalla famiglia di lei, e destinato, come in un romanzo d’appendice, a durare fino alla morte di entrambi.
A testimonianza di questa relazione, tenera ma minata dall’irrequietezza dell’italiano, rimasero una figlia e circa venticinque straordinari ritratti.
La Hébuterne si fece martire del suo amato, sostenendolo con cieca devozione e sopportando tutto, compresi i tradimenti continui, le bevute moleste e gli scatti d’ira.

La fama stava cominciando a sorridere ad Amedeo che pareva anche intenzionato a cambiare vita ma, implacabile, il destino si avventò contro di lui: ammalatosi di meningite tubercolare, spirò il 24 gennaio 1920, lasciando la sua adorata incinta del secondo figlio.
All’indomani della sua morte Jeanne si gettò da una finestra per raggiungere il suo amato.

Una vicenda alla Giulietta e Romeo, delle più romantiche e fosche, che trovò pace solo nel 1930 quando fu concesso a Jeanne di riposare al cimitero di Père-Lachaise accanto alla tomba di Modì.

La vita è un dono: dei pochi ai molti, di coloro che hanno e che sanno a coloro che non hanno e che non sanno.”(Amedeo Modigliani)