MICHELANGELO MERISI DA CARAVAGGIO, PIÙ COMUNEMENTE NOTO COME CARAVAGGIO, DIEDE NUOVA LINFA ALL’ARTE PITTORICA ROMPENDO SCHEMI FIGURATIVI, ORAMAI TRITI, CHE SI ERANO VENUTI A CODIFICARE NEL CORSO DEL RINASCIMENTO.

 

LA RISCOPERTA DELLA NATURA

 

Il Rinascimento, riconosciuto come il periodo di massimo splendore delle arti, era diventato il modello per una rappresentazione esemplare della realtà.

Da allora l’arte aveva smesso di guardare alla natura a favore della sua perfetta riproduzione.

La novità introdotta da Caravaggio fu quella di volgere di nuovo lo sguardo alle cose, riproducendole così come si vedono tutti i giorni, prive di un filtro di ideale bellezza.

 

Caravaggio, Canestra di frutta, 1597-1600
Caravaggio, Canestra di frutta, 1597-1600

La “Canestra di frutta” (1597-1600) contiene in sé tutte le caratteristiche che saranno proprie dell’artista maturo: la ricerca della verità nell’esistenza delle cose con sguardo più da scienziato che da dipintore.

La foglia secca, la mela bacata, sono particolari di una precisione estrema: la natura descritta nella sua dimensione caduca ed imperfetta, senza abbellimento alcuno.

Il significato dell’opera di Caravaggio è tutto lì, nell’evidenza delle figurazioni: non vi sono intenti simbolici o significati allegorici, ma è la realtà che parla nella sua forma compiuta.

Proprio per questo motivo in Caravaggio è preminente il mestiere del pittore rispetto al soggetto: il come rispetto al cosa.

Caravaggio, Canestra di frutta, dettaglio, 1597-1600
Caravaggio, Canestra di frutta, dettaglio, 1597-1600

La sua grandezza si evince nella capacità di dare dignità artistica ad un soggetto altrimenti banale.

Michelangelo da Caravaggio che fa a Roma cose meravigliose è uno che non tiene in gran conto le opere di alcun maestro… egli dice… che tutte le cose non sono altro che bagatelle, fanciullaggini o baggianate – chiunque le abbia dipinte – se esse non sono fatte dal vero, e che nulla vi può essere di più buono o di meglio che seguire la natura… e questa copia dipingendo.

(Karel van Mander, 1604)

 

LO STILE

 

Caravaggio nacque a Milano il 29 settembre 1571, prima del ritrovamento dell’atto di battesimo, si credeva che il pittore fosse nato nel paese bergamasco di Caravaggio nel 1573.

 

Caravaggio, Vocazione di San Matteo, dettaglio, 1599-1600
Caravaggio, Vocazione di San Matteo, dettaglio, 1599-1600

Nei suoi anni di apprendistato si mosse entro gli ambiti della pittura lombardo-veneta: un forte naturalismo unito ad una spiccata sensibilità cromatica e luminosa, tipica dei veneziani.

Già con la sua prima importante commissione per la chiesa di San Luigi dei Francesi di Roma, Caravaggio si fece notare per la sconcertante novità della sua pittura.

La “Vocazione di San Matteo” (1599-1600), una delle tre tele del ciclo, è la perfetta esemplificazione della sua straordinaria aderenza alla realtà.

L’episodio evangelico viene attualizzato consentendo ai suoi contemporanei di riconoscersi nella vicenda e di immedesimarsi nei suoi protagonisti: nessuna ambientazione agreste o mitologica, ma un familiare interno seicentesco dove i personaggi vestono abiti del tempo.

 

L’ARTE COME PROFESSIONE DI VITA

 

L’arte di Caravaggio divise la critica tra detrattori e ammiratori, certamente non tutti erano pronti a cogliere la nuda verità della sua opera.

Per tutta la sua esistenza egli provocò scandalo, non solo con l’arte ma anche con le vicende personali.

 

Caravaggio, Morte della Vergine, dettaglio, 1604
Caravaggio, Morte della Vergine, dettaglio, 1604

La sua vita fu una specie di romanzo picaresco: una vita avventurosa, violenta ed errabonda, segnata anche da un fatto delittuoso.

Ecco che il suo lavoro è un immenso tributo all’arte della vita: una lotta perenne tra luce e buio, fra giorno e notte.

Da un drammatico chiaroscuro emerge la realtà che il suo sguardo illumina: il mistero è lì nell’evidenza dell’ordinario.

Per la prima volta l’arte esce dai tradizionali canoni estetici per cercare una nuova bellezza nelle pieghe più crude e angoscianti del vivere quotidiano.

 

Essendogli mostrate le statue più famose di Fidia e di Glicone acciochè vi accomodasse lo studio, non diede altra risposta se non che distese la mano verso una moltitudine di uomini, accennando che la natura l’aveva a sufficienza provveduto di maestri.

E per dare autorità alle sue parole chiamò una zingara che passava a caso per strada, e condottala all’albergo la ritrasse in atto di predire le avventure, come sogliono queste donne di razza egiziana.

Fecevi un giovine il quale posa la mano col guanto su la spada e porge l’altra scoperta a costei, che la tiene e la riguarda; ed in queste due mezze figure tradusse Michele sì puramente il vero, che venne a confermare i suoi detti.

(Giovanni Pietro Bellori,1672)

Il 18 luglio 1610 Caravaggio si spense a Porto Ercole. La causa della morte non è mai stata accertata, varie le ipotesi, ma nessuna certezza sulla sua reale fine.

Una morte avvolta nel mistero, che contribuì ad alimentarne la leggenda.