MONDANO E SALOTTIERO NELLA VITA PUBBLICA, MA RISERVATISSIMO RIGUARDO LA SUA VITA PRIVATA, JOHN SINGER SARGENT IMMORTALÒ IL BEL MONDO DI FINE SECOLO, SEMINANDO SCANDALO NELLA BIGOTTA SOCIETÀ PARIGINA DELLA TERZA REPUBBLICA.

Passione, dedizione, accanimento e bisogno di affermazione, furono i compagni di lavoro di Sargent, una delle voci più eleganti della storia della pittura.

 

LA FORMAZIONE

 

John Singer Sargent nacque a Firenze il 12 gennaio 1856, figlio del chirurgo americano Fitzwilliam Sargent e di Mary Newbold Singer, donna colta, appassionata d’arte e di letteratura, proveniente da un’agiata famiglia di Filadelfia.

I suoi genitori facevano parte di quella prima generazione di americani espatriati in Europa che precedette la grande ondata capeggiata da Gertrude Stein, Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway. L’Europa, con la sua cultura millenaria, esercitava un grandissimo fascino sulla giovane nazione statunitense: un richiamo tanto più irresistibile, quanto più impetuoso era lo sviluppo economico del loro paese.

A tutti gli effetti autodidatta, incoraggiato dalla madre Sargent, fin da piccolo, era dedito alla pratica del disegno e aveva un acerta dimestichezza con la tecnica dell’acquarello.

Condusse i suoi studi ufficiali tra Roma, Firenze e Parigi, ma fu soprattutto il mondo ad essere la sua scuola: cresciuto tra l’Italia, la Germania, la Francia, la Spagna e la Svizzera, parlava a perfezione quattro lingue e possedeva quell’indole cosmopolita che sarà una delle caratteristiche distintive della sua pittura.

 

PARIGI

 

John Singer Sargent, Ritratto di Carolous-Duran, 1879
John Singer Sargent, Ritratto di Carolous-Duran, 1879

Per decisione della famiglia, nel 1874 Sargent venne mandato a Parigi per studiare presso l’atelier di Carolous-Duran, un noto maestro che insegnava pittura secondo i modelli dell’amato Velàzquez.

Lo scopo era quello di indirizzarlo verso una fruttuosa carriera di ritrattista, un genere molto richiesto dall’aristocrazia e dall’alta borghesia del tempo.

Con il “Ritratto di Carolous-Duran”, esposto al “Salon” di Parigi del 1879, Sargent fece il suo ingresso trionfale nel mondo dell’arte: “c’è sempre una piccola folla intorno al quadro e sono tutti dello stesso parere: pensano che sia eccellente“, riconosceva con orgoglio il padre di Sargent.

Quest’opera gli aprì le porte della buona società parigina: era ufficialmente diventato un pittore alla moda, suo malgrado. Rifiutando da sempre categorie ed etichette precostituite, Sargent si vide ingabbiato nel ruolo di cantore del bel mondo, un ruolo che gli stava stretto e che limitava la comprensione della sua eccezionale abilità artistica. Nonostante ciò, è indubbio che come ritrattista si distinse per la capacità di cogliere l’essenza del soggetto attraverso i dettagli descrittivi: una straordinaria penetrazione psicologica unita ad un’inconfondibile eleganza stilistica.

 

LO SCANDALO DEL “RITRATTO DI MADAME X”

 

John Singer Sargent, Ritratto di Madame X, 1883-1884
John Singer Sargent, Ritratto di Madame X, 1883-1884

Nel 1884 Sargent espose al “Salon” un ritratto che destò un certo scalpore: il

Ritratto di Madame X“.

Ciò che fece gridare allo scandalo fu la spallina del raffinato abito da sera lasciata cadere mollemente lungo il braccio della donna: un piccolo particolare che fu dal pubblico interpretato come segno di lussuria. Il quotidiano le “Figaro” parlò della sconcia spallina affermando “un solo movimento e potrebbe rimanere nuda”, ed è proprio questo che immaginarono gli spettatori attoniti.

Una censura che ai nostri occhi può forse sembrare eccessiva, ma che traeva la sua giustificazione nella troppa confidenza che ci sarebbe stata tra il pittore e la modella durante le sessioni di posa. Anche perché la donna non era una donna qualunque: si trattava infatti di Virginie Amélie Aveno, moglie del banchiere e magnate navale Pierre Gautreau.

Sargent tentò di rimediare correggendo l’inclinazione della spallina e cambiando il nome del quadro in “Ritratto di Madame X”, ma il dipinto continuò ad essere fonte di maliziosi pettegolezzi.

John Singer Sargent, Il Dottor Pozzi in casa, 1881
John Singer Sargent, Il Dottor Pozzi in casa, 1881

Sargent era stato presentato a  Madame Gautreau dal fascinoso ginecologo e viveur parigino Samuel-Jean de Pozzi. Noto come medico, ma ancor di più per la sua fama di donnaiolo impenitente, dimentico della deontologia professionale, non si faceva scrupolo a scegliere tra la sua selezionata clientela, le vittime consenzienti delle sue “sessioni amorose”.

Traditore seriale della sua consorte, fu amante anche di molte donne dello spettacolo quali la cantante lirica Georgette Leblanc, l’attrice Rejane e la Divina Sarah Bernhardt che amava chiamarlo “Docteur Dieu“.

Sargent rimase talmente ammaliato da questo singolare personaggio, che nel 1881 decise di fargli un ritratto. Il dipinto è un capolavoro della ritrattistica ed un esplicito omaggio ai grandi maestri del Cinquecento e del Seicento. El Greco con il “Ritratto di un nobile” (1585) e van Dyck con il “Ritratto del Cardinale Guido Bentivoglio” (1623), paiono essere i suoi riferimenti più immediati, anche se in questo caso l’iconografia e il significato sono totalmente capovolti.

L’elegante e raffinato medico è ripreso in casa in atteggiamenti rilassati: indossa una vestaglia rosso scarlatto, l’atteggiamento è spavaldo, un alone sensuale e gaudente pervade l’intera composizione.

 

L’INGHILTERRA

 

John Singer Sargent, Carnation, Lily, Lily, Rose 1885-1886
John Singer Sargent, Carnation, Lily, Lily, Rose 1885-1886

In seguito al fattaccio di “Madame X”, la signora Gatreau dovette ritirarsi a vita privata mentre Sargent fu costretto a cambiare città, i suoi servigi non erano più graditi a Parigi.

Fu così che giunse a Londra, invitato da Henry James, suo amico e connazionale.

Qui affittò lo studio che era stato del collega James Abbot McNeill Whistler (altro americano trapiantato in Europa), al numero 13 di Tire Street, ma di ritratti non ne volle più sentir parlare e tornò a dipingere paesaggi.

Adesso basta! I ritratti mi fanno orrore e non voglio più saperne. Spero di non dipingerne mai più, soprattutto di persone d’alta classe”, diceva ancora sconcertato dagli avvenimenti francesi.

Sulla pittura di paesaggi Sargent si era ampiamente esercitato durante i suoi numerosi viaggi, tracciando una sorta di diario per immagini delle sue avventure.

Anche in questo genere si dimostrò più che all’altezza, coniugando uno studio meticoloso ad una freschezza di esecuzione: una pittura sempre intensa, avvolgente, dall’andamento narrativo.

Nel 1894, a soli trentott’anni, venne eletto membro della Royal Accademy, carica di grande prestigio e riconoscimento ufficiale della sua grandezza.

 

GLI STATI UNITI

 

John Singer Sargent, Ritratto della signora Elisabeth Allan Marquand, 1887-1888
John Singer Sargent, Ritratto della signora Elisabeth Allan Marquand, 1887-1888

Ma il trionfo definitivo, nonostante tutte le sue reticenze, Sargent lo ebbe nella nazione che i genitori avevano precocemente abbandonato e proprio come ritrattista: l’America gli tributerà quella gloria che gli europei gli fecero sempre pagare a caro prezzo.

Chiamato nel Nuovo Continente per dipingere il ritratto della signora Marquand, nell’inverno del 1887-1888, fu un susseguirsi ininterrotto di commissioni che lo porteranno a dipingere fino a venti ritratti l’anno.

La nuova borghesia americana trovò in Sargent il cantore dei propri trionfi economici e dalla propria posizione sociale: dagli Astor ai Vanderbilt, dai Malborough ai presidenti Roosevelt e Wilson, celebrità di ogni genere, miliardari e donne famose per bellezza ed eleganza, tutti premevano per un ritratto firmato Sargent.

Isabella Stewart Garden, che stava allora costruendo la sua residenza a Boston sul modello di un palazzo veneziano, divenne la sua principale mecenate, una sorta di Lorenzo de’ Medici del nuovo mondo.

 

L’EPILOGO

 

Agli inizi del Novecento, Sargent può dirsi un artista pienamente affermato. Ma la Belle Époque stava volgendo al termine: il bel mondo effimero e pieno di speranze vide infrangere i suoi sogni sotto i colpi di una guerra che, per la prima volta, sarebbe stata mondiale.
Il 2 luglio 1918 Sargent partì per il fronte, non aveva più voglia di dipingere, il ritrattista alla moda, suo malgrado, aveva esaurito il suo compito.
John Singer Sargent morì, stroncato da un infarto, nel suo letto a Londra il 17 aprile 1925.

I suoi squisiti ritratti, di un’epoca che indugiava sul viale del tramonto, vennero contestati dalle avanguardie del Novecento, snobbati da critici importanti come Roger Fry e indicati anacronistici dai pittori che facevano del Cubismo il loro punto di partenza.

Il suo talento è tuttavia incontenstabile non solo nei ritratti ma anche nei suoi paesaggi dove, tolti i panni ufficiali, il tocco si fa più intimo e poetico.