LA DANZA È LA MADRE DI TUTTE LE ARTI E NE RACCHIUDE LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI: LA MUSICA E LA POESIA PRENDONO VITA NEL TEMPO, LE ARTI FIGURATIVE NELLO SPAZIO, SOLO LA DANZA È PARTECIPE SIA DEL TEMPO CHE DELLO SPAZIO.

… ma coloro che ricercano le origini più veritiere della danza, ti direbbero che essa nacque contemporaneamente alla prima origine dell’universo e che apparve insieme all’antico Eros; per esempio il movimento circolare degli astri, l’intreccio dei pianeti con le stelle fisse, euritmico rapporto e la regolata armonia che li governa, sono la prova dell’esistenza primigenia della danza.” (Luciano di Samosata)

Mezzo di comunicazione antico come l’uomo, che nasce con l’uomo, la danza, secondo Luciano di Samosata, trae origine da quell’amore che infonde di sé l’intero universo: dono divino, forma perfetta di adorazione presente in tutti i culti e in tutte le civiltà. Danzando l’uomo si esprime per mezzo del suo stesso corpo, ancor prima di affidare alla parola o alla materia il risultato della sua esperienza.

Quest’arte di spettacolo insegna la rettitudine a chi cerca le regole etiche, dà godimento a chi attende ai piaceri dell’amore, dona il dominio di se stessi agli indisciplinati, sapienza alle persone colte.” (dal “Natyashastra”, testo indiano attribuito al saggio Bharata)

 

LA DANZA E LE ARTI FIGURATIVE

 

Giovanni Boldini, A scuola di ballo, 1880
Giovanni Boldini, A scuola di ballo, 1880

Danza e arti figurative hanno trovato numerosi punti di incontro nel corso del tempo, non solo a livello iconografico, ma anche attraverso la contaminazione dei rispettivi linguaggi: il tentativo del pittore di tradurre i movimenti del danzatore in linee, colori, forme, e l’aspirazione del ballerino ad esprimere le proprie movenze attraverso immagini visive. Dipingere con il corpo e danzare con il colore.

Amo molto la danza. La danza è una cosa straordinaria: è vita e ritmo. E’ facile vivere con la danza.” (Henri Matisse)

La storia della danza moderna comincia a Parigi sul finire dell’Ottocento: la città più vitale d’Europa accoglie personalità e manifestazioni che saranno poi il fondamento dello sviluppo successivo della danza.

Giovanni Boldini, Henri de Toulouse-Lautrec ed Edgar Degas, in modo particolare, dimostrarono un interesse precoce nei confronti di questa forma d’arte: l’affaccio su di un mondo fatto di etoile in nuvole di voile bianco, ma anche di sfrenate danzatrici di can can.

Furono però le avanguardie, agli inizi del Novecento, affascinate come erano dalla danza e dall’idea di un corpo in movimento, a realizzare numerose opere aventi come tema principale la danza, ma anche scenografie e costumi, in una ricca e vivificante sinergia di suoni, colori e movenze: la danza non più guardata solamente dal di fuori, ma vissuta pienamente dal pittore che entra a fare parte di quella nuova dimensione.

 

LA  DANZA COME OPERA D’ARTE TOTALE

 

Oskar Schlemmer, Costumi per il Balletto Triadico, 1922
Oskar Schlemmer, Costumi per il Balletto Triadico, 1922

Sergej Diaghilev, geniale impresario dei “Ballets Russes“, diede il via ad una feconda stagione di collaborazioni artistiche nel campo della danza.

Quando fondò la sua compagnia a Parigi nel 1909, Diaghilev strinse alleanze con le personalità più innovatrici dell’epoca, aprendo la strada ad una concezione del balletto come opera d’arte totale.

 

Picasso, Matisse, Balla, Prampolini, De Chirico, Braque, Depero, rappresentanti delle diverse correnti dell’avanguardia, prestarono la loro opera alla creazione di scene e di costumi per la danza, segnando un momento particolarmente felice per l’arte europea.

Queste esperienze diedero modo di ripensare e rimescolare i codici delle arti, anche se gli esiti pratici non si dimostrarono, molto spesso, consoni alla comunicazione corporea: un eccesso di decorativismo che portò a spersonalizzare l’arte della danza, fino al caso limite dell’artista-coreografo Oskar Schlemmer, legato al Bauhaus, che con il suo “Balletto Triadico” (1922) giunse ad ingabbiare i danzatori in costumi che impedivano loro di muoversi, costringendoli in pose rigide ed astratte.

 

LA DANZA COME ARTE AUTONOMA

 

Come arte autonoma, la danza possiede un linguaggio e mezzi espressivi propri che hanno comunanza e tangenza con le altre arti ma non possono e non devono sovrapporsi.

Creando forme nuove nello spazio attraverso l’uso individuale del corpo, la danza è libera manifestazione di sentimenti e di emozioni, fonte di magia e di estasi, che rivendica la propria antica origine divina.

Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare.” (F. Nietzsche)