MARTIN PARR GUARDA AL MONDO CON L’OCCHIO DI UNO SCIENZIATO: IMPIETOSO E FEROCE NEL METTERE A NUDO L’EVIDENZA DELLE UMANE DEBOLEZZE.

Da bambino fu iniziato dai genitori all’osservazione degli animali nella campagna inglese; la stessa passione per la ricerca e l’ossessione per la catalogazione, Martin Parr la trasferì nel suo lavoro, una collezione ragionata dei costumi e dei modi di vita della società contemporanea.

Io fotografo la vita così com’è, se le foto vi sembrano grottesche è perché pensate che lo sia la vita. E’ così? Ognuno di noi è bello e brutto nello stesso tempo, piacevole e spiacevole. Così è fatto il genere umano.”

(Martin Parr)

 

LA FORMAZIONE

 

Martin Parr, dalla serie Benidorm, 1999
Dalla serie Benidorm, 1999

Martin Parr è nato il 23 maggio 1952 ad Epsom, piccola cittadina nella contea del Surrey, in Inghilterra.

Fin da piccolo si interessò alla fotografia, stimolato e incoraggiato dal nonno George, fotografo amatoriale.

Dal 1970 al 1973 frequentò i corsi di fotografia del Manchester Polytechnic dove approfondì la tecnica del mezzo fotografico.

Cominciò la sua carriera come fotografo di reportage.

Dal bianco e nero , dove si fece le ossa, passò, verso la metà degli anni Ottanta, all’uso del colore, un colore intenso e saturo, che divenne la sua inconfondibile cifra stilistica.

Collezionista di cartoline e foto anni Cinquanta-Sessanta, entusiasta delle loro cromie e delle loro ambientazioni, Parr ne fu fortemente ispirato per la sua opera.

 

LO STILE E I SOGGETTI

 

Martin Parr, West Bay, 1997
Martin Parr, West Bay, 1997

Osservando la realtà con apparente noncuranza, lo sguardo di Martin Parr si sofferma sui dettagli più chiassosi e vistosi che lo circondano: uno slip a stelle e strisce, uno smalto blu, una torta turchese, una bambola gonfiabile, un hamburger, gli aspetti più ovvi e frivoli della civiltà dei consumi.

La sua forza risiede proprio nella capacità di concentrare, nei pochi centimetri quadrati di una foto, il risvolto grottesco dell’appariscente cosmesi di cui si adorna il mondo occidentale, nel vano tentativo di mascherare il disagio e la povertà spirituale che lo pervade.

Il risultato sono immagini vivaci, iperrealistiche, dove emerge tutta la spietatezza di chi guarda il suo soggetto come fosse un caso clinico: la vita non è vera, è super vera, illuminatissima, abbacinante.

 

Martin Parr, TuttaRoma, 2006
Martin Parr, TuttaRoma, 2006

Ecco allora i turisti incantati davanti alle statuine di plastica del David di Donatello, coppie che si trovano a cena senza scambiarsi nemmeno uno sguardo, mamme nelle sale giochi mentre i bambini si aggirano tra le slot machine: il trionfo del kitsch e del cattivo gusto, dove tutti i miti borghesi – la famiglia, il buon senso, l’amor materno – sono fatti a pezzi uno per uno.

Le abitudini alimentari, turistiche o comportamentali dell’umanità, vengono registrate da Parr con un umorismo graffiante e una aggressività dirompente: una società sul baratro che pare procedere verso la fine dei suoi giorni.

Martin Parr non è un fotografo glamour alla Newton, il suo intento è quello di raccontare la vita ordinaria, fatta di cose comuni, non necessariamente belle od esteticamente perfette: la pancia che straborda dal costume, la ricrescita dei capelli, le labbra rifatte, la macchia sul vestito.

 

Martin Parr, dalla serie British Food, 1995
Martin Parr, dalla serie British Food, 1995

Le sue foto parlano delle persone e delle cose di tutti i giorni senza abbellimenti o mistificazioni di sorta: una realtà talmente vera da sembrare il frutto di una manipolazione.

Ma è solo la bellissima, tragica, spietata ed autentica realtà in cui tutti noi viviamo: frammenti preziosi di un lucido specchio di verità.

Il bello è propaganda. Le cose belle si usano per vendere. Anche un album di famiglia è propaganda, per far buona impressione. Io amo la gente così com’è, e ognuno trova la bellezza dove gli pare, senza regole.”

(Martin Parr)

 

COLLABORAZIONI

 

Martin Parr per Gucci Cruise 2019
Martin Parr per Gucci Cruise 2019

Nel 1994 Martin Parr è diventato membro di una delle più importanti agenzie fotografiche, la “Magnum Photographic Corporation”.

Nel 2003 ha diretto il videoclip “London” dei Pet Shop Boys.

Dal 2004 al 2012 è stato professore presso l’Università del Galles.

Alessandro Michele, attuale direttore creativo di Gucci, ha collaborato più volte con Martin Parr per il lancio delle sue collezioni, trovando il lui il perfetto equilibrio di sintonia espressiva.

Gli scatti per la campagna Gucci Cruise 2019 sono stati raccolti nel libro “World (The price of love)”, un portfolio autoriale in mille copie distribuito da Idea.

La raccolta è un fantasmagorico documentario a scatti per le vie di Cannes dove turisti del luogo, abbronzati e con il costume, si alternano a modelli in total look Gucci: un catalogo distonico e surreale che è la chiave del successo di questo progetto.

 

Visita il sito ufficiale di Martin Parr al seguente link:

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