L’OPERA DI WILHELM VON GLOEDEN FU MOLTO CONTROVERSA: TACCIATA DI PORNOGRAFIA VENNE IN PARTE DISTRUTTA DOPO LA SUA MORTE.

I SUOI NUDI MASCHILI ERANO PERÒ VOLTI ALLA RICERCA DEL BELLO IDEALE: UNA PULSIONE EROTICA SUBLIMATA NELL’ ESPRESSIONE ARTISTICA.

 

LA LUCE DEL SUD E LA SCOPERTA DELLA FOTOGRAFIA

 

Il barone Wilhelm von Gloeden nacque nel castello di Völkshagen, nei pressi di Wiemar, il 16 settembre 1856.

Wilhelm von Gloeden, Caino
Wilhelm von Gloeden, Caino

Studiò storia dell’arte all’Università di Rostock, dove si laureò, e successivamente seguì i corsi di pittura all’Accademia di Weimar.

Sofferente di tubercolosi, nel 1878 decise di recarsi in Italia per trovare un clima più favorevole alla sua salute e anche per completare la sua educazione artistica.

Visitò Roma, Capri, Napoli e Taormina dove si stabilì, prendendo dimora in una villa con giardino.
La fotografia inizialmente fu un hobby, un modo per far vagare la sua fantasia.

Nel Sud baciato dal sole, von Gloeden si spinse a risalire alle origini dei miti antichi che avevano popolato quelle terre in epoche passate: l’aspirazione nostalgica a ricongiungersi con l’armonica bellezza mediterranea.

 

IL POTERE EVOCATIVO DELLA FOTOGRAFIA

 

Wilhelm von Gloeden intese la fotografia in modo del tutto personale: non un semplice mezzo per riprodurre luoghi o persone, ma uno strumento in grado di riportare in vita una civiltà lontana.

Wilhelm von Gloeden, Terra del fuoco
Wilhelm von Gloeden, Terra del fuoco

I suoi scatti erano delle rappresentazioni, abilmente orchestrate, per evocare l’immagine di una mitica età dell’oro, dove il bello era sinonimo di buono.

Ne uscì la rappresentazione di una Sicilia romantica che ben presto prese piede nell’immaginario collettivo, anche attraverso la larga diffusione di cartoline realizzate con i suoi scatti.

Grazie alla sua opera, Taormina divenne meta di un turismo internazionale e la sua villa punto di riferimento per molti personaggi di spicco dell’epoca, appartenenti all’alta società e alla cultura internazionale, come Oscar Wilde (che vi giunse appena uscito dal carcere), Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse, il re Edoardo VII, gli industriali Krupp, i banchieri Rothschild e il re del Siam, solo per citarne alcuni.

 

“Da molto rempo ammiro queste fotografie piene di un così bello stile, poiché lei fa rivivere e sognare in esse la Sicilia pastorale.”

(Anatole France in una lettera a Wilhelm von Gloeden)

 

 

LA NOVITÀ DEL NUDO MASCHILE

 

Ragazzini nudi o nell’atto di spogliarsi, mollemente adagiati su rovine o incorniciati da sfondi pittoreschi, talvolta vestiti con toghe e incoronati di alloro, sono i soggetti prediletti da van Gloeden: il messaggio è apertamente omoerotico.

Wilhelm von Gloeden, Foto di ragazzo, 1890 circa
Wilhelm von Gloeden, Foto di ragazzo, 1890 circa

Il suggerimento a luoghi antichi, l’uso di manufatti e di architetture classiche, contribuirono a moderare il forte impatto sessuale di questi nudi che vennero accettati dagli abitanti dell’isola senza troppi problemi.

I suoi nudi erano infatti funzionali all’affermazione di un ideale estetico superiore: un bello assoluto che riviveva nei corpi dei giovani isolani.

Il valore artistico e tecnico delle sue fotografie , insieme alla novità del nudo maschile, contribuirono a procurargli una grande notorietà: le sue foto circolarono nelle riviste più importanti e parteciparono alle esposizioni di fama internazionale.

 

L’EPILOGO

 

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il barone abbandonò Taormina, per poi ritornarci nel 1919.

Wilhelm von Gloeden, Ragazzo che suona il flauto
Wilhelm von Gloeden, Ragazzo che suona il flauto

Qui vivrà fino alla sua morte assieme alla sorella e a Pancrazio Buciunì, detto “Il Moro”, suo amante e intestatario della sua eredità.

Il 16 febbraio 1931 Wilhelm von Gloeden morì.

I tempi erano mutati; in Italia si andavano imponendo gli ideali machisti del fascismo, il compagno del barone fu arrestato nel 1936 con l’accusa di detenzione di materiale pornografico.

Buciunì fu assolto, ma buona parte dei negativi di van Gloeden, a lui confiscati, venne distrutta: il sogno di una purezza ellenica e di una perfezione apollinea andava così sfumando nella grettezza dei tempi.