LA FRANCIA DELLA BELLE ÉPOQUE VIDE LA NASCITA DELL’HAUTE COUTURE: IN QUEST’EPOCA I SARTI, DA SEMPLICI ARTIGIANI, SI TRASFORMARONO IN ARBITRI DEL GUSTO.

Nella seconda metà dell’Ottocento a Parigi, in Rue de la Paix, aprirono le prime maisons d’alta moda, dando forma ad una raffinata via dello shopping. In questa strada nel 1891, al civico numero 3, aprì la sua boutique Jeanne Paquin, la prima donna che potè fregiarsi del titolo di stilista.

 

ALLE CINQUE DA PAQUIN

 

Nel 1906 Henri Gervex realizzò un dipinto intitolato “Cinq Heures Chez Paquin” (“Alle cinque da Paquin”). In un ampio salone, riccamente adornato, si sono date appuntamento numerose donne, per ammirare le ultime novità di Jeanne Paquin. L’opera testimonia il successo oramai raggiunto dalla Maison Paquin, meta imprescindibile per chiunque volesse essere al passo con i tempi.

 

Henri Gervex, Alle cinque da Paquin, 1906
Henri Gervex, Alle cinque da Paquin, 1906

 

L’eleganza esibita è ancora quella pomposa tipica della belle époque: abiti dalla vita stretta confezionati con ricchi tessuti, piumaggi e vistosi nastri a decorare ampi cappelli, lunghi guanti di seta e ombrellini da passeggio come accessori indispensabili.

Il soggetto scelto da Gervex per il suo quadro ci racconta però anche qualcosa di più. Esso testimonia la genesi della moda così come la intendiamo noi oggi. Fu l’Exposition Universelle di Parigi del 1900 a portare la ribalta la moda come una delle conquiste della modernità, assieme ai ritrovati più all’avanguardia della scienza e della tecnica. E proprio a Jeanne Paquin venne affidata la presidenza della Sezione Moda dove erano presenti non solo le sue creazioni, ma anche un manichino intarsiato d’argento che la ritraeva seduta al suo tavolo di lavoro, a conferma della sua indiscussa autorità nel settore.

 

JEANNE PAQUIN, LA STORIA

 

Ma chi era Jeanne Paquin e quali furono le innovazioni che introdusse nel mondo della moda?

Jeanne Paquin, pseudonimo di Jeanne Marie Charlotte Beckers, nacque a Saint Denis il 23 giugno 1869, da una famiglia della media borghesia.

Cominciò molto presto a lavorare come apprendista presso un sarto di Parigi, per poi essere impiegata presso l’atelier Rouff dove si fece notare per le sue doti professionali.

Nel 1891 si maritò con René Isidoro Jacob, detto Paquin (da qui il nome con la quale divenne nota), un ex banchiere ed esperto uomo d’affari che la sostenne nella sua attività commerciale; grazie al suo aiuto, nello stesso anno, potè aprire un negozio tutto suo in Rue de la Paix.

 

Jean Béraud, Lavoratori escono dalla Maison Paquin, 1900
Jean Béraud, Lavoratori escono dalla Maison Paquin, 1900

 

La sua Maison si guadagnò subito i favori dell’alta società, vantando una clientela internazionale tra cui figuravano la regina di Spagna e del Portogallo, mogli di industriali americani, come i Rockfeller o i Vanderbilt, e famose attrici, come la Belle Otero o Liane De Pougy.

In qualità di couturier la Paquin assecondò le tendenze del tempo; ispirandosi al liberty imperante, mescolò richiami naturalistici ad un’atmosfera esotica e languida. Fu un’innovatrice nel solco della tradizione.

L’accuratezza dei particolari, la sensibilità nella scelta dei tessuti, unita alla ricercatezza degli accostamenti, furono le qualità più apprezzate dei suoi abiti: l’idea di un lusso dallo stile deciso e dinamico.

Nel tempo l’azienda si ampiò aprendo filiali a Londra, Buenos Aires, Madrid e New York, e allacciando importanti relazioni con l’ambiente del teatro e del design. Importanti furono, solo per citarne alcune, le collaborazioni con Léon Bakst, il costumista dei Balletti Russi, con l’architetto Robert Mallet-Stevens e con lo scenografo Paul Iribe.

 

Jean Béraud, Davanti alla Maison Paquin
Jean Béraud, Davanti alla Maison Paquin

 

Nel 1913 un giornalista del “New York Times” descrisse la Paquin come “l’artista più commerciale vivente”, alludendo alla sua incredibile capacità di fare marketing di sé stessa.

All’apice del successo, nel 1920, Jeanne Paquin si ritirò dalla direzione dell’atelier, lasciando al fratellastro la parte amministrativa e a Madeleine Wallis, la sua assistente, il ruolo di direttore artistico. Il marchio continuò a riscuotere trionfi fino al 1 luglio 1956 quando, tra fortune alterne, la Maison chiuse definitivamente i battenti. Era l’alba di una nuova era, destinata a veder brillare le avanguardie della moda come Coco Chanel o Elsa Schiaparelli: il sipario era definitivamente calato sui fasti della belle époque.

Io non ho mai inventato nulla, ho solamente tolto.” (Jeanne Paquin)