Bartolomé Bermejo, “San Michele trionfa sul demonio”, 1468Londra, National Gallery: analisi dell’opera.

Londra è il mio luogo del cuore. E’ una città dove mi sento a mio agio, in perfetta sintonia con tutto ciò che mi circonda.

Una delle cose che più apprezzo della City è la gratuità della cultura: qui i musei non si pagano e possono diventare la tua seconda casa, se hai abbastanza tempo a disposizione.

Per un certo periodo la National Gallery è stata la mia seconda casa; vi trascorrevo almeno due ore ogni giorno nutrendomi della sua immensa bellezza. Oltre ai famosissimi capolavori, la galleria conserva gemme rare, assai preziose per l’occhio di chi sa guardare.

 

LA SAINSBURY WING

 

Una delle mie sezioni preferite è la Sainsbury Wing, edificata sulle rovine di un magazzino di mobili a Ovest del complesso principale, ospita i dipinti più antichi della collezione.

Dal Medioevo fino al Rinascimento maturo, sono presenti le opere più significative prodotte dal Nord e dal Sud dell’Europa.

In quest’ epoca gli uomini viaggiavano molto, creando un proficuo scambio di idee. Le corti feudali, le città stato e la Chiesa, erano i principali committenti di un’arte che si configurava come l’espressione del potere spirituale e temporale.

Sono dipinti che parlano di un tempo andato, fatto di dame e di cavalieri, ma anche di santi e di dannati, dove l’attenzione per il dato aneddotico si mescola all’interesse per lo straordinario.

 

L’OPERA

 

Bartolomé Bermejo, San Michele trionfa sul demonio, 1498
Bartolomé Bermejo, San Michele trionfa sul demonio, 1498

Percorrendo varie stanze, la maggior parte dedicate all’arte italiana, si giunge ad una sale dedicata ai Paesi Bassi; qui tra i maestri fiamminghi spicca, in tutta la sua grandiosa peculiarità, la tavola di Bartolomé Bermejo, “San Michele trionfa sul demonio”.

Il pannello, che costituisce la parte centrale di un polittico, venne realizzato dall’artista attorno al 1468 per la chiesa di San Michele di Tous, località vicino a Valencia.

Un raffinatissimo San Michele, brandendo una spada, troneggia sul demonio; inginocchiato accanto al Santo il committente Antonio Juan sfoglia un libro di Salmi finemente miniato.

Una rappresentazione tradizionale, semplice nella sua struttura, ma del tutta eccezionale nella resa dei particolari.

Il soggetto che immediatamente cattura lo sguardo, per la sua espressività a dir poco futuristica, è il demonio, un essere ibrido, frutto della commistione di diversi animali.

Scimmia, pescecane, salamandra e serpente si sono fuse nell’immaginazione del pittore per dare vita alla più immonda delle bestie.

Tutta l’opera è dominata dal virtuosismo di Bermejo che stupisce per varietà e brillantezza dei cromatismi, per la tecnica straordinaria con cui dipinse i riflessi sui metalli, per la resa tattile dei gioielli e dei tessuti cangianti, oltre che per i minuziosissimi dettagli naturalistici che decorano lo sfondo.

 

L’ARTISTA

 

Non si hanno molte notizie sulla vita di Bartlomé Bermejo; nato a Cordova attorno al 1440 fu un pittore nomade, attivo nelle principali città del Regno di Aragona.

Il suo stile fu profondamente influenzato dalla scuola fiamminga, e anzi alcuni critici ipotizzano un suo soggiorno nelle Fiandre per apprendere la conoscenza della pittura ad olio, viaggio che poteva non essere necessario, data la presenza in Spagna di opere ed artisti di origine nordica.

Si dice che fosse un ebreo convertito, ma nonostante questo dipinse solo opere di carattere religioso nelle quali si distinse per l’insolita trattazione dei temi, al limite dell’eresia.

La sua arte incanta ancora oggi proprio per il suo straordinario naturalismo unito ad un minuzioso gusto descrittivo: un’arte che avvolge e travolge tutti i nostri sensi.

 

 

 

 

 

Visita il sito della National Gallery:

https://www.nationalgallery.org.uk/