ARTE ITALIANA, LETTERATURA E DONNE, QUESTE FURONO LE PASSIONI IN GRADO DI ACCENDERE L’ANIMO DEI PITTORI PRERAFFAELLITI.

Un amore viscerale per l’arte italiana da Giotto a Botticelli, una dedizione esasperata per la letteratura, dai classici latini a Dante, dalla mitologia a Shakespeare, dalla Bibbia a William Blake, ed un tema fisso ed imperante, le donne, protagoniste indiscusse delle loro tele e dello loro controverse vicende sentimentali. Donne angeliche, dalla bellezza diafana e misteriosa, intrise di un casto medievalismo, oppure donne fatali, seducenti e sensuali, attraenti e morbosamente allucinate, travestite da divinità oppure da eroine storiche.

 

ELISABETH ELEANOR SIDDAL

 

Nella confraternita preraffaellita, così ristretta ed esclusiva, presero forma ménage molto particolari ed ambigui: modelle-mogli, mogli-amanti, modelle-amanti, rubate, scambiate e condivise, in un turbinio emozionale che, in alcuni casi, condusse a gesti estremi e disperati.

Elisabeth Eleanor Siddal lavorava come commessa a Leicester Square quando Walter Howell Deverell la scoprì.
Attraente fanciulla dalla chioma ramata, fu la modella prediletta dei Preraffaelliti, incarnando alla perfezione il prototipo della casta vergine.

Nel 1860 Dante Gabriel Rossetti prese in moglie la giovanissima Siddal che, da quel momento, fu musa ad uso esclusivo dell’artista. La loro fu un’unione travagliata, fatta da istanti di intenso ardore ma anche di momenti di grande sconforto, causati sia dalla bizzarra personalità di Rossetti, che dalla fragilità psichica della Siddal.
Le fattezze di Elisabeth animeranno per lungo tempo i sogni poetici e pittorici rossettiani, in un connubio tra arte e vita dai risvolti inquietanti e perversi.

 

Dante Gabriel Rossetti, Il sogno di Dante nel giorno della morte di Beatrice, 1880
Dante Gabriel Rossetti, Il sogno di Dante nel giorno della morte di Beatrice, 1880

 

Solo guardandola riesci ad emendarti dei tuoi peggiori difetti”, diceva di lei Ruskin, esaltandone l’incredibile avvenenza al cui giogo era impossibile sottrarsi. Dall’amore intenso nei confronti della Siddal e dalla sua idealizzazione come donna casta e pura, nacquero numerosi dipinti dal soggetto dantesco: un rinnovato dolce stil novo dove Dante e Beatrice sono sì Dante e Beatrice, ma anche Dante Rossetti ed Elisabeth Siddal. Sono opere assai intime ed elegiache dove la realtà è sublimata, innalzandola ad un livello di esaltazione adamantina.

Nella vita concreta la Siddal non era in quell’essere grazioso e perfetto ed il rapporto tra i due era connotato da gelosie e disaccordi di varia natura. Elisabeth Siddal aveva in effetti un carattere determinato e deciso, come si evince dai suoi autoritratti, di salute assai cagionevole, soffriva di crisi depressive e faceva uso del laudano per alleviare le sue tensioni psichiche. Il dipinto “Ophelia” di John Everett Millais, per cui posò stando immersa per ore in una vasca da bagno riscaldata solo da delle lampade sottostanti, costituisce un triste presagio della morte alla quale si abbandonerà a soli trentatré anni di età.

 

John Everett Millais, Ophelia, dettaglio, 1851-1852
John Everett Millais, Ophelia, dettaglio, 1851-1852

 

Nel 1861 Elisabeth diede alla luce un bambino nato morto; questo evento, unito ad una presunta relazione che il marito intratteneva con la modella Jane Burden, la fece precipitare in un abisso di disperazione da cui non si riprese più.
L’11 febbraio 1862, Rossetti trovò la moglie priva di vita nel suo letto, stroncata da una dose letale di laudano: il lato mortifero dell’amore aveva preso il sopravvento.

 

Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, 1864
Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, 1864

 

Beata Beatrix“, del 1864, rappresenta un esplicito omaggio di Rossetti alla moglie: dilaniato dal dolore, l’artista si identificherà sempre di più con il poeta italiano e con la sua tragica vicenda amorosa. Qui Beatrice-Elisabeth è creatura terrena e celeste insieme. La rossa colomba, simbolo dello Spirito Santo e dell’Amore, porta alla donna il fiore di papavero: fiore della passione, ma anche fiore da cui deriva il veleno che provoca la morte.

 

JANE BURDEN

 

Se Elisabeth Siddal, nell’immaginario preraffaellita, rappresentava il lato pulito della bellezza femminile, Jane Burden ne esaltava quello più carnale e fatalmente provocante.
Figlia di uno stalliere e di una lavandaia, entrambi analfabeti, Jane crebbe in assoluta povertà nell’angusta St Helen’s Passage, strada meglio nota come Hell Passage (passaggio infernale).
Non possedeva alcuna ricchezza tranne la sua straordinaria bellezza: “guardandola è difficile dire persino se sia un originale o la copia di un quadro. In ogni caso è una meraviglia”, così la descrisse lo scrittore americano Henry James.

L’umile vita della Burden mutò improvvisamente quando nell’ottobre del 1857, durante uno spettacolo presso il “Theatre Royal Drury Lane”, il teatro più antico di Londra, la giovane venne notata da Rossetti. Il pittore non si lasciò sfuggire l’occasione e le chiese di posare per lui: Cenerentola si apprestava ad indossare i panni della principessa.
Jane divenne ben presto l‘icona dei Preraffaelliti, che ritrovarono in lei uno splendido connubio tra rozzezza nobile e selvaggia bellezza anticlassica, caratteristica peculiare dello stile gotico secondo una visione ruskiniana.

 

William Morris, La bella Isotta, 1858
William Morris, La bella Isotta, 1858. Unico dipinto ad olio noto di Morris; la modella è la moglie Jane.

 

Il 26 aprile 1859 la Burden si maritò con William Morris, il padre delle Arts and Crafts, acquisendo così una prestigiosa posizione sociale e un’educazione consona al suo nuovo stato.

Se Morris era perdutamente innamorato della moglie, Rossetti ne era addirittura ossessionato, ancora scosso dalla morte di Elisabeth, la ritraeva continuamente mai pago della sua presenza. Si è a lungo mormorato di una presunta relazione fra Rossetti e la Burden, iniziata quando la Siddal era ancora viva, e di attriti tra Morris e Rossetti per la contesa della donna: una storia di rancori e tradimenti della cui veridicità non è dato sapere.
Nel dubbio William Morris si rifece intrecciando una relazione con Georgiana Macdonald, consorte di Edward Burne-Jones. E se Georgiana tradiva il marito con il collega, altrettanto faceva Edward il quale intratteneva un rapporto con la scultrice Maria Zambaco, la quale, qualche volta, s’era prestata a fargli da modella.

 

RELAZIONI PERICOLOSE

 

Una commistione così stretta fra vocazione artistica ed ideale esistenziale, fra spazi fisici e reti emotive condivise, portò all’instaurarsi di liaisons dangereuses all’interno del circolo preraffaellita.
La mitizzata arte italiana giocò il ruolo fondamentale di filtro erotico: un universo carico di raffinato estetismo che si concretizzò in uno stile di vita.
I Prearaffaelliti furono una gilda di gaudenti sognatori, dove le atmosfere rarefatte anelavano ad un mondo ideale, ad un vagheggiato primitivismo e ad un leggendario passato, non tralasciando una buona dose di sensualità e languida lussuria, anticipatrici di uno spirito decadente.

Con l’affermarsi delle avanguardie storiche questi artisti vennero relegati nel dimenticatoio ed accusati di essere dei conservatori o, peggio, dei reazionari, in realtà essi aprirono la strada al Simbolismo e all’Art Nouveau.

Se oggi fossero ancora tra noi potrebbero essere considerati i precursori del New Gothic, per le loro tendenze  squisitamente crepuscolari. Ma questa loro modernità li portò essere fuori dal loro tempo e in ritardo rispetto al futuro e per questo destinati ad essere presto dimenticati.

 

Dante Gabriel Rossetti, Proserpina, dettaglio, 1874
Dante Gabriel Rossetti, Proserpina, dettaglio, 1874. La modella è Jane Burden.

 

Segnai le Potenze affini, che il cuore trova belle: Verità con temute labbra; occhi levati al cielo, la Speranza; e Fama che accende, con ali sonore, le ceneri del Passato in segnali di fuoco, ad atterrire il volo di Oblio; e Gioventù, con ancora qualche capello d’oro cadente sulla spalla dopo l’ultimo amplesso in cui due dolci braccia lo strinsero forte; e Vita, sempre a intrecciar fiori che vestiranno Morte.” (Dante Gabriel Rossetti)