IL SIMBOLISMO FU UN MOVIMENTO CULTURALE CHE COINVOLSE TUTTE LE FORME DI ESPRESSIONE ARTISTICA. SORTO IN FRANCIA NELLA SECONDA METÀ DELL’OTTOCENTO, BEN PRESTO IRRADIÒ DI NUOVA LUCE L’ARTE DELLE ALTRE NAZIONI EUROPEE.

“La Natura è un tempio dove incerte parole mormorano pilastri che sono vivi, una foresta di simboli che l’uomo attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari. […]” (Charles Baudelaire, “Corrispondenze” da “I fiori del male”, 1857)

 

GENESI

 

Nel 1884 la pubblicazione in Francia del romanzo “À rebours” (“Controccorente”) di Joris Karl Huysmans, attestava un deciso passaggio di gusto, il compiersi di un mutamento di pensiero.

Tramontavano l’Impressionismo in pittura, oramai consumato nella sua carica più vitale, e il Naturalismo in letteratura, i due indirizzi che fino a pochi anni prima avevano dominato incontrastati. Con “À rebours” Huysmans decise di voltare pagina. La sua opera, che poi diverrà modello indiscusso per tutto l’estetismo fin de siècle, suonava come il manifesto del nuovo romanzo simbolista.

Ma il romanzo di Huysmans è di estremo interesse anche per le arti figurative: gli artisti prediletti dal protagonista Des Esseintes, la dicono lunga sulla nuova sensibilità dell’autore. Moreau, Bresdin e Redon venivano indicati come i maestri ideali di una nuova generazione di pittori, caratterizzata da una nuova sensibilità e dal desiderio di staccarsi dal culto stretto della natura.

 

Gustave Moreau, L'apparizione, dettaglio, 1875
Gustave Moreau, L’apparizione, dettaglio, 1875

 

“[…] Per pascervi occhi ed anima, aveva voluto delle opere suggestive, che lo trasportassero in un mondo sconosciuto, gli aprissero nuove prospettive, gli squassassero i nervi con incubi complicati, con dotte isterie, con spettacoli gelidi e atroci. Fra tutti, un artista esisteva che lo gettava in lunghe estasi e del quale aveva acquistato ambedue i capolavori: Gustave Moreau.” (Joris Karl Huysmans, À rebours, 1884)

Con il “Manifesto del simbolismo letterario” di Jean Moréas, pubblicato il 18 settembre 1886 nel supplemento de “Le Figaro”, nasceva ufficialmente il Simbolismo e ne venivano indicate le linee guida. Si teorizzava così una poesia capace di rivestire l’idea di una forma sensibile, dando voce ai legami profondi che legano uomo e natura, realtà interiore e realtà esteriore. Codificato come movimento letterario, il simbolismo ebbe a permeare ogni forma d’arte, diffondendosi in tutta Europa, anche nelle aree più marginali.

 

CARATTERISTICHE

 

Non è possibile parlare di Simbolismo in senso assoluto, ma sembra più corretto riferirsi ad un clima simbolista che caratterizzò un certo periodo storico. Pur nei fondamenti comuni, il Simbolismo assunse caratteristiche peculiari a seconda della cultura precedente su cui si innestò e dell’artista che se ne fece interprete.

Polemizzando contro l’arte accademica recuperò elementi tipici del Romanticismo, quali la misantropia, l’individualismo, il pessimismo e una certa sensualità mistica. Le gaie certezze della scienza positivista furono sostituite con una pseudoscienza occulta e inquieta, perfetta per indagare le profondità arcane e misteriose delle cose.

 

Ferdinand Hodler, L'eletto, 1893-1894
Ferdinand Hodler, L’eletto, 1893-1894

 

Metodi parascientifici, ricerche alchemiche, esperimenti medianici, occultismo ed esoterismo, vengono esaltati come vie preferenziali per sentire quelle “corrispondenze” che uniscono l’uomo alla natura. In generale la pittura si caratterizzava per la raffinatezza d’esecuzione e per la ricchezza di simbologie mitologiche e religiose.

Il segno si fece più contorto e sinuoso, i colori più accesi e antinaturalistici: linea e colore diventavano così funzionali all’espressione dell’idea; l’arte era il fine e la pittura il mezzo.

 

I PROTAGONISTI

 

1. FRANCIA:

 

PRESIMBOLISTI:

  • GUSTAVE MOREAU (Parigi, 6 aprile 1826 – Parigi, 18 aprile 1898)
  • PIERRE PUVIS DE CHAVANNES (Lione, 14 dicembre 1824 – Parigi, 24 ottobre 1898)
  • ODILON REDON (Bordeaux, 20 aprile 1840 – Parigi, 6 luglio 1916)

 

SIMBOLISTI:

  • PAUL GAUGUIN (Parigi, 7 giugno 1849 – Hiva Oa, 8 maggio 1903)
  • SCUOLA DI PONT-AVEN
  • HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC (Albi, 24 novembre 1864 – Saint-André-du-Bois, 9 settembre 1901)
  • I NABIS

 

2. BELGIO

 

  • FERNAND KHNOPFF (Grembergen-lez-Termonde, 12 settembre 1858 – Bruxelles, 12 novembre 1921)
  • ANTOINE WIERTZ (Dinant, 22 febbraio 1806 – Bruxelles, 18 giugno 1865)
  • FÉLICIEN ROPS (Namur, 7 luglio 1833 – Essones, 23 agosto 1898)
  • XAVIER MELLERY (Laken, 9 agosto 1845 – Bruxelles, 4 febbraio 1921)
  • JEAN DELVILLE (Louvain, 19 gennaio 1867 – Forest, 19 gennaio 1953)
  • JAMES ENSOR (Ostenda, 13 aprile 1860 – Ostenda, 19 novembre 1949)

 

3. INGHILTERRA

 

PRERAFFAELLITI soprattutto nelle figure di:

  • WILLIAM HOLMAN HUNT (Londra, 2 aprile 1827 – Londra, 7 settembre 1910)
  • DANTE GABRIEL ROSSETTI (Londra, 12 maggio 1828 – Birchington-on-Sea, 10 aprile 1882)
  • JOHN EVERETT MILLAIS (Southampton, 8 giugno 1829 – Londra, 13 agosto 1896)
  • EDWARD BURNE-JONES (Birmingham, 28 agosto 1833 – Londra, 17 giugno 1898)

 

ALTRI PROTAGONISTI:

  • AUBREY BEARDSLEY (Brighton, 21 agosto 1872 – Mentone, 16 marzo 1898)
  • GEORGE FREDERIC WATTS (Marylebone, 23 febbraio 1817 – Compton, 1º luglio 1904)

 

4. GERMANIA, AUSTRIA, SVIZZERA, NORVEGIA

 

  • FRANZ VON STUCK (Tettenweis, 23 febbraio 1863 – Monaco di Baviera, 30 agosto 1928)
  • MAX KLINGER (Lipsia, 18 febbraio 1857 – Großjena, 4 luglio 1920)
  • GUSTAV KLIMT (Vienna, 14 luglio 1862 – Vienna, 6 febbraio 1918)
  • FERDINAND HODLER (Berna, 14 marzo 1853 – Ginevra, 19 maggio 1918)
  • EDVARD MUNCH (Løten, 12 dicembre 1863 – Oslo, 23 gennaio 1944)

 

5. ITALIA

 

  • GIOVANNI SEGANTINI (Arco , 15 gennaio 1858 – Monte Schafberg, 28 settembre 1899)
  • GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO (Volpedo, 28 luglio 1868 – Volpedo, 14 giugno 1907)
  • GAETANO PREVIATI (Ferrara, 31 agosto 1852 – Lavagna, 21 giugno 1920)