AUGUSTE RODIN È UNIVERSALMENTE NOTO COME L’INIZIATORE DELLA SCULTURA MODERNA.

ARTISTA ECLETTICO E DI GRANDE TALENTO, NELL’ULTIMA PARTE DELLA SUA VITA NUTRÌ UN FORTE INTERESSE, QUASI OSSESSIVO, PER LA DANZA.

Era oramai un artista all’apice della fama, che non aveva più nulla da dimostrare, quando potè finalmente dedicarsi ad un tema a lui caro da sempre: il corpo in movimento.

 

LA FORMAZIONE

 

Auguste Rodin, L'età del bronzo, 1876
Auguste Rodin, L’età del bronzo, 1876

FrançoisAugusteRené Rodin nacque a Parigi il 12 novembre 1840 da Marie Cheffer e JeanBaptiste Rodin, che lavorava come impiegato in un dipartimento di polizia.

Cominciò a disegnare all’età di dieci anni e la sua formazione fu perlopiù quella di un autodidatta: per ben tre volte rifiutato alla “Scuola di Belle Arti” di Parigi e sdegnato dai “Salon” ufficiali, non si diede per vinto, continuò a perfezionare la propria scultura mentre si guadagnava da vivere lavorando come decoratore in vari studi e fabbriche.

Fondamentale per la sua maturazione fu un viaggio in Italia nel 1875, dove ebbe modo di studiare l’opera di Donatello e di Michelangelo. “È stato Michelangelo a liberarmi dalla scultura accademica”, affermava con convinzione.

Ritornato in patria completò “L’età del bronzo”, scultura ispirata da “Lo schiavo morente” di Michelangelo, che venne esposta al “Salon” del 1877.

L’opera destò subito delle perplessità: l’eccessivo realismo nella resa del corpo umano indusse molti a pensare che avesse realizzato il calco su un modello vivo, e non plasmandolo a mano osservando il soggetto.

Auguste Rodin, Il bacio, dettaglio, 1886
Auguste Rodin, Il bacio, dettaglio, 1886

Fu addirittura necessaria un’inchiesta governativa per scagionare l’artista da quell’accusa infamante che metteva in dubbio le sue capacità.

Eppure lo scandalo della vicenda rese famoso Rodin che nel 1880 si aggiudicò la sua prima commissione ufficiale: la realizzazione di una porta monumentale per il “Musée des Arts Decoratifs” di Parigi, detta “La Porta dell’Inferno” (1890-1900).

Mentre si dedicava a quella che sarebbe stata l’impresadella vita”, Rodin portò a compimento altri lavori che erano il frutto delle ricerche compiute negli anni precedenti: dall’emblematico “Il pensatore” (1880-1882) ai più monumentali “I borghesi di Calais” (1885-1895), la fama di Rodin come artista si andava consolidando.

 

RODIN & LA DANZA

 

Auguste Rodin, Movimenti della danza, 1911
Auguste Rodin, Movimenti della danza, 1911

Alle soglie del Novecento Auguste Rodin era un uomo di successo: la sua reputazione era pienamente affermata e venne consacrata con una sua retrospettiva a Place de l’Alma, in concomitanza con l’Esposizione Universale di Parigi del 1900.

Il padiglione, appositamente creato per l’occasione, si trovava proprio di fronte al teatro-museo allestito da Loïe Fuller, dove la sua immagine si moltiplicava nella facciata e nelle stanze all’interno.

Mentre da una parte Rodin metteva tutte insieme le figure della sua prolifica attività artistica, quelle figure non finite attraversate dalla vitalità dell’azione, la Fuller inaugurava un luogo di spettacolo che era anche una galleria di immagini che la mostravano nei momenti salienti delle sue performance.

La ballerina avvicinò Rodin alla danza, lasciando che la spinta liberatoria del suo corpo penetrasse nel suo lavoro di scultore. Fu una vera e propria rivelazione.

Nello stesso anno, attraverso la Fuller, Rodin ebbe modo di fare la conoscenza di un’altra danzatrice rivoluzionaria, Isadora Duncan.

Rodin, a differenza di Degas attratto dal rigore del balletto classico, era affascinato da una nuova generazione di artisti, radicali innovatori della danza.

La Fuller con la sua “danza serpentina” e la Duncan con i suoi movimenti fluttuanti, consentirono a Rodin di studiare le potenzialità espressive di un corpo in movimento, ricerca che da sempre era insita nella sua poetica.

Da queste frequentazioni nacquero una serie di sculture sperimentali note con il nome di “Movimenti della danza” (1911): bozzetti in marmo o in gesso dove danzatori si flettono, si allungano, saltano, portando il corpo alle sue estreme possibilità.

L’intento era quello di fissare nella scultura il dinamismo reale dei corpi, di ricreare delle forme in grado di restituire allo spettatore l’impressione del fluire di un corpo in vita.

 

Auguste Rodin, Movimenti della danza, 1911
Auguste Rodin, Movimenti della danza, 1911

Per esprimere il movimento in tutto il suo carattere e verità, è importante che questo sia insieme il risultato di movimenti consecutivi che hanno preceduto il momento sul quale ci si concentra.”

(Auguste Rodin)

 

 

Il 29 maggio 1912 debuttò a Parigi il balletto “Prélude à l’apres-midi d’un faune”, coreografato e danzato dal fenomenale Vaclav Nižinskij, per la compagnia dei Ballets Russes.

L’esibizione, che ancora oggi risulta geniale e straordinariamente avanguardistica per concezione e messa in scena, colpì profondamente Rodin che ne prese le difese, rispondendo su “Le Matin” ad una stroncatura fatta dal direttore de “Le Figaro”, Gaston Calmette.

Auguste Rodin, Nižinskij, 1912
Auguste Rodin, Nižinskij, 1912

Per Rodin l’interpretazione di Nižinskij rappresentava un inno alla bellezza, una vera e proporia lezione di arte plastica e figurativa.

Nel luglio 1912 Nižinskij, forse anche in segno di ringraziamento per averlo sostenuto, acconsentì di posare per Rodin.

Da questa seduta nacquero vari disegni e schizzi che confluirono in un bozzetto di creta. Lo stampo fu scoperto solamente solo dopo la morte dell’artista e venne creato un piccolo bronzo nel 1957.

Il risultato fu a dir poco esplosivo: un bronzetto carico di vitalità e di straripante energia, pur nelle sue piccole dimensioni.

Tutti questi lavori rappresentano la parte più intima e privata dell’artista, ma sicuramente la più autentica: slegati da qualsiasi forma di committenza, essi ci permettono di comprendere appieno la portata rivoluzionaria e fortemente innovativa della scultura di Auguste Rodin, vero e proprio ponte tra la tradizione e le avanguardie del Novecento.

 

L’EREDITÀ

 

Auguste Rodin, Movimenti della danza, 1911
Auguste Rodin, Movimenti della danza, 1911

Auguste Rodin si spense nella sua villa di Medun il 17 novembre 1917, per l’aggravarsi di un’influenza. Per sua volontà una copia de “Il Pensatore” fu posta vicino alla sua tomba come lapide ed epitaffio.

Egli lasciò lo studio, i disegni e i diritti di fusione delle sue opere alla Stato francese.

Nel 1916 venne fondato il Musée Rodin, inaugurato nel 1919 presso l’Hôtel Biron, uno dei più bei palazzi della rive gauche.

In questi incantevoli interni settecenteschi sono raccolte più di ventottomila opera di Rodin: una collezione impressionante di disegni, bozzetti, marmi, gessi e fotografie, sui suoi temi prediletti.

Oltre alle sue opere è possibile ammirare diverse sue collezioni personali, una collezione di antichità e anche una collezione di dipinti, fra cui spiccano tele di van Gogh, Monet, Renoir e Munch.

 

Per informazioni visita il sito ufficiale del Musée Rodin al seguente link:

http://www.musee-rodin.fr/